Dialogo, confronto e condivisione per un sistema dei trapianti sicuro, equo e di qualità

Il discorso del Ministro della Salute Orazio Schillaci

Gli Stati Generali della Rete trapiantologica italiana da anni rappresentano un’occasione per tracciare un bilancio sull’evoluzione del sistema e sulle sfide che ancora ci attendono. Abbiamo aperto questa edizione ancora segnati dal dolore per la scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, un evento tragico che ha profondamente commosso tutta la comunità nazionale. Quanto accaduto è un fatto di indiscutibile e singolare gravità che va chiarito fino in fondo per rendere il sistema dei trapianti ancora più solido. Ritengo che sia importante ritrovare, anche attraverso questa presentazione, lo spirito di gratuità e solidarietà che anima il sistema dei trapianti e tornare a veicolare il messaggio che ogni volta che c’è una donazione si apre una vera e propria speranza di vita. Oggi più che mai dobbiamo avere fiducia nei nostri operatori sanitari e nella rete dei trapianti per continuare a mantenere i numeri da record che si sono registrati in questi anni.

Il Direttore Feltrin ha illustrato nel dettaglio tutti i numeri dell’attività dei trapianti relativa al 2025, io volevo ricordare già qualche dato. Nel 2025 abbiamo raggiunto un nuovo primato, con 2.164 donazioni (+3,2% rispetto all’anno precedente) che hanno consentito di effettuare 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente. Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia. Per quanto riguarda il tasso nazionale di donazione, con circa 30 donatori per milione di persone, l’Italia risulta essere tra le prime in Europa. E credo che possiamo guardare con ottimismo al futuro considerando che nei mesi iniziali del 2026 il numero delle donazioni di organi è aumentato rispetto allo stesso periodo del 2025. Inoltre, si è registrata una diminuzione del tasso di opposizione nelle rianimazioni. Questi sono dati totalmente coerenti con lo spirito di solidarietà e altruismo che da sempre caratterizzano la nostra società civile.

Tuttavia, specie nelle fasce più giovani, continuiamo a rilevare una certa resistenza a dare il consenso alla donazione di organi quando viene rilasciata o rinnovata la carta di identità. Nel dettaglio, lo scorso anno abbiamo registrato un 40,1% di opposizioni (+3,8 sul 2024), mentre il 38,8% ha preferito astenersi. Questi numeri, quindi, ci dicono che dobbiamo avere uno sforzo ancora maggiore nelle attività di sensibilizzazione per ribaltare un trend negativo che è sempre stato in crescita negli ultimi anni. È chiaro che occorre intervenire sui fattori culturali che verosimilmente muovono quanti si oppongono alle donazioni, ma dobbiamo anche promuovere più conoscenza; dobbiamo informare sulla possibilità di poter trasformare in qualsiasi momento il “proprio no” in un consenso che equivale a dare speranza e vita ad altre persone.

È, inoltre, necessario investire nella formazione degli operatori degli uffici anagrafe, e ringrazio il Centro nazionale trapianti per l’impegno costante con cui porta avanti questi importanti percorsi formativi. In questo scenario, nel mese di aprile, in occasione della Giornata nazionale della donazione partirà la nuova campagna di sensibilizzazione, che quest’anno coincide con due anniversari fondamentali. Come molti ricorderanno, nel febbraio di 70 anni fa, Don Carlo Gnocchi donava le sue cornee, restituendo la vista a due bambini. Il suo fu un gesto di generosità veramente rivoluzionaria, la prima donazione in Italia, prima ancora di una legge sui trapianti. Ed esattamente 60 anni fa in Italia venivano effettuati i primi trapianti.

Sono traguardi e testimonianze che ci devono incoraggiare a migliorare sempre perché le eccellenze per essere consolidate richiedono impegno costante. Anche in quest’ottica, già nel 2025 abbiamo stanziato risorse – 10 milioni di euro l’anno – per ridurre le liste d’attesa per il trapianto di organi e tessuti e per l’acquisto di dispositivi medici per la perfusione, conservazione, trasporto e gestione di organi e tessuti per trapianto. Attualmente è all’esame della Conferenza Stato-Regioni il primo riparto di questo finanziamento annuale. Oggi in Italia abbiamo circa 8mila persone in attesa di trapianto e a questi pazienti dobbiamo dare risposte concrete.

Prima di concludere vorrei condividere un’ultima riflessione. In questa due giorni centinaia di esperti si sono confrontati su competenze già consolidate e sulle tante prospettive future. Credo davvero che ogni volta che ci sono un dialogo, confronto e condivisione di proposte tra comunità scientifica, istituzioni e professionisti il sistema dei trapianti raggiunge nuovi ed elevati standard di sicurezza, qualità ed equità.

Standard che devono diventare patrimonio di tutte le strutture sanitarie nelle quali si effettuano trapianti, dal Nord al Sud. E non possiamo più ammettere differenze.

Grazie a tutti.