TY  -  JOUR
AU  -  Paglia, Alessia
AU  -  Talamona, Adele
T1  -  Il ruolo educazionale dell’infermiere nell’ambito del trapianto di cellule staminali ematopoietiche: una revisione narrativa
PY  -  2026
Y1  -  2026-07-01
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  30
IS  -  3
SP  -  105
EP  -  109
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/10/31
N2  -  . Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) rappresenta una terapia consolidata per diverse patologie ematologiche. Tale procedura, pur offrendo possibilità di cura e sopravvivenza a lungo termine, comporta complessità cliniche, assistenziali e psicosociali che richiedono una presa in carico multidisciplinare e un ruolo attivo dell’infermiere. Scopo. Indagare come l’infermiere, attraverso interventi educativi, possa influire positivamente sulle diverse fasi del percorso trapiantologico, migliorando l’esperienza e gli esiti del paziente oltre a promuovere la cultura della donazione. Metodologia. È stata condotta una revisione narrativa della letteratura mediante ricerca in banche dati internazionali e siti istituzionali. Sono stati inclusi studi pubblicati tra il 2010 e il 2025, in lingua inglese e italiana, riguardanti pazienti adulti candidati o sottoposti a HSCT e interventi educativi/informativi condotti da infermieri. Discussione. Dall’analisi della letteratura emerge che l’infermiere non si limita a garantire la sicurezza clinica, ma assume funzioni centrali di educazione terapeutica, counseling e continuità assistenziale, contribuendo in modo determinante all’aderenza ai trattamenti, alla gestione delle complicanze e al miglioramento della qualità di vita. Inoltre, il coinvolgimento attivo degli infermieri, nella sensibilizzazione e nell’informazione alla popolazione generale, risulta cruciale per incrementare il numero di donatori e garantire equità di accesso alle cure. Conclusioni. La revisione della letteratura conferma l’importanza del ruolo infermieristico nell’HSCT, sottolineando la necessità di consolidare competenze specialistiche attraverso la promozione della formazione continua. La valorizzazione di tali competenze può favorire una migliore esperienza di cura per i pazienti e un più ampio sviluppo della cultura della donazione.
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