TY  -  JOUR
AU  -  Palchetti, Simona
AU  -  Betti, Martina
AU  -  Brogi, Alice
AU  -  Caroti, Leonardo
AU  -  Cirami, Calogero Lino
AU  -  Di Maria, Lorenzo
AU  -  Iozzi, Sara
AU  -  Larti, Aida
AU  -  Mattei, Mauro Leucio
AU  -  Minuti, Barbara
AU  -  Pelo, Elisabetta
AU  -  Pistoia, Caterina
AU  -  Tanini, Marco
T1  -  Il cf-DNA come biomarcatore nel follow-up del trapianto renale
PY  -  2025
Y1  -  2025-07-01
DO  -  10.1709/4622.46297
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  29
IS  -  3
SP  -  42
EP  -  45
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/04/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/4622.46297
N2  -  . Nel paziente trapiantato di organo solido, una parte del DNA libero circolante (dd-cfDNA), origina dal graft trapiantato. Nel paziente sottoposto a trapianto renale, la percentuale normale di dd-cfDNA è inferiore all’1%. Valori maggiori di questa percentuale possono suggerire una maggiore liberazione di DNA in seguito ad apoptosi cellulare e quindi a danno d’organo. L’aumento di dd-cfDNA precede di diversi giorni l’aumento di altri biomarcatori, come creatinina ed eGFR, e può essere indicativo di altre patologie oltre il rigetto cellulare e umorale dell’allotrapianto, come lesioni causate da infezioni o tossicità da farmaci. Elevate percentuali di dd-cfDNA possono associarsi allo sviluppo di anticorpi IgG HLA specifici diretti contro gli antigeni HLA del donatore di classe I e/o classe II. La ricerca che presentiamo illustra i risultati relativi alle determinazioni (91) compiute su 27 pazienti riceventi trapianto renale da donatore deceduto o vivente effettuato presso l’AOU Careggi da settembre 2023 a settembre 2024. Le determinazioni di dd-cfDNA sono state messe in relazione con i dati clinici dei diversi pazienti.
ER  -   
