TY  -  JOUR
AU  -  Ubaldo Visco Comandini e Gruppo collaborativo ITAOLT-HIV/HCC
T1  -  Trapianto di fegato nei soggetti con infezione da HIV in Italia. I risultati della survey su carcinoma epatocellulare e recidive oncologiche
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1709/4544.45446
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  29
IS  -  1-2
SP  -  14
EP  -  21
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/4544.45446
N2  -  . Il trapianto di fegato nei soggetti con infezione da HIV è oggi una procedura ben consolidata in Italia e nel mondo. Tuttavia, è stato ipotizzato con dati preliminari che l’infezione da HIV sia associata a tassi più elevati di recidiva di HCC post-trapianto e ad una sopravvivenza ridotta. Da settembre 2023, abbiamo condotto un sondaggio in tutti i Centri Trapianti di Fegato italiani per indagare i dati reali riguardanti i numeri, le indicazioni di lista, le percentuali di recidiva di HCC post-trapianto e le neoplasie de novo nei soggetti HIV-positivi in Italia.A fine 2022, 365 soggetti con infezione da HIV hanno ricevuto un trapianto di fegato in 13 Centri italiani. Dopo il 2009, l’HCC è emerso come l’indicazione principale al trapianto, rappresentando il 54,6% dei casi. Procedure di downstaging o bridging sono state eseguite nel 69,3% dei pazienti. A partire dal 2018, i criteri di lista HCC Metroticket 2.0 sono stati utilizzati per prevenire procedure futili. I tassi di sopravvivenza stimati a 1, 3 e 5 anni sono risultati rispettivamente dell’84,1%, 72,9% e 64,4%. Durante un follow-up mediano di 5,5 anni, il tasso di recidiva di HCC è risultato del 18,9%, e la diagnosi post-trapianto di neoplasie diverse dall’HCC (tumori de novo) è stata inaspettatamente riscontrata nel 12,1% dei soggetti.Come riportato dal sondaggio, le recidive di HCC post-trapianto e i tassi di sopravvivenza a 1 e 3 anni sono in linea con i pazienti non infetti da HIV, mentre il tasso di sopravvivenza a 5 anni è ridotto.
ER  -   
