TY  -  JOUR
AU  -  Bellini, Arianna
AU  -  Rosa, Alessandro C.
AU  -  Finocchietti, Marco
AU  -  Valeria Belleudi a nome del Gruppo di lavoro CESIT
T1  -  La terapia immunosoppressiva nei pazienti trapiantati: evidenze da uno studio osservazionale retrospettivo multicentrico italiano
PY  -  2024
Y1  -  2024-04-01
DO  -  10.1709/4399.44000
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  28
IS  -  2
SP  -  50
EP  -  56
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/4399.44000
N2  -  . Introduzione. Il presente lavoro riassume i risultati principali ottenuti nell’ambito del progetto CESIT (valutazione Comparativa di Efficacia e Sicurezza dei farmaci Immunosoppressori nei pazienti Trapiantati), finanziato dall’AIFA. Il progetto ha esaminato l’uso e il profilo di efficacia e sicurezza delle terapie immunosoppressive prescritte dopo trapianto di organo solido, colmando la carenza di dati real-world in Italia. Materiali e Metodi. È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo multicentrico utilizzando i dati dei sistemi informativi di quattro regioni Italiane integrati con quelli del Sistema Informativo Trapianti, per il periodo 2009-2019. Le terapie immunosoppressive principalmente prescritte sono state confrontate in termini di rigetto, mortalità e incidenza di esiti avversi, tenendo conto dei fattori demografici e clinici dei pazienti. Risultati. Sono stati inclusi nello studio 6.914 pazienti, le terapie più prescritte post-trapianto sono risultate: tacrolimus (TAC)+micofenolato (MMF)+Prednisone (Pred) (41,5%) nel rene, TAC+Pred (35,4%) nel fegato, ciclosporina (CsA)+MMF+Pred (36,6%) nel cuore e TAC+MMF+Pred (36,4%), nel polmone. È emersa una significativa variabilità nell’uso dei trattamenti, influenzata principalmente dai protocolli ospedalieri. Nel trapianto renale, il TAC rispetto alla CsA è risultato associato a un minor rischio di rigetto e infezioni, ma a aumentato rischio di diabete. Nei trapianti epatici, l’uso del TAC è aumentato nel periodo in studio, mostrando profili di efficacia e sicurezza simili sia in monoterapia che in combinazione. Conclusioni. Il progetto CESIT ha facilitato il confronto tra professionisti del settore trapiantologico su diverse tematiche, promuovendo una collaborazione attiva tra clinici e ricercatori. L’integrazione di dati provenienti da più fonti ha migliorato la comprensione sull’uso e la sicurezza delle terapie immunosoppressive, evidenziando l’importanza di estendere ricerche simili per supportare un monitoraggio continuo e migliorare la pratica clinica.
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