TY  -  JOUR
AU  -  Entani Santini, Lara
AU  -  Bolognini, Riccardo
AU  -  Di Schiena, Michelangelo
AU  -  Lazzeri, Chiara
AU  -  Carotti, Graziana
AU  -  Buroni, Barbara
AU  -  Cari, Roberta
AU  -  De Maria, Giovanna
AU  -  Iacobov, Maricica
AU  -  Luzzi, Luca
AU  -  Taviani, Federico
AU  -  Peris, Adriano
T1  -  Implementazione del programma donazione non controllata solo polmone in ospedali periferici della Regione Toscana. 
Sei anni di esperienza
PY  -  2024
Y1  -  2024-04-01
DO  -  10.1709/4399.43998
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  28
IS  -  2
SP  -  37
EP  -  42
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/04/05
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/4399.43998
N2  -  . Obiettivo. In Regione Toscana dal 2018 il programma uDCD solo polmone è presente negli ospedali territoriali di Arezzo e di Grosseto. Nel presente documento verrà descritta l’esperienza maturata in questi anni nell’ottica di descrivere gli aspetti clinico-organizzativi di questo specifico processo di procurement. Metodi. L’esperienza maturata in questi sei anni viene descritta riportando il numero di attivazioni, le segnalazioni, i donatori procurati e i trapianti effettuati. Tali dati saranno descritti nel loro andamento temporale con particolare riferimento al confronto tra gli anni prima e dopo la pandemia. Risultati. In questo periodo ci sono state 125 attivazioni da parte del Servizio di Emergenza Territoriale. Abbiamo confrontato l’attività nel periodo prima e dopo la pandemia Covid ed il numero delle attivazioni per pazienti in ACR è risultato significativamente maggiore per entrambi le sedi (Arezzo e Grosseto) nel periodo post-Covid. Il numero di potenziali uDCD è significativamente aumentato a partire dal 2021. Nel periodo post-pandemia è stato osservato un significativo incremento dei procurati e sono stati effettuati 9 prelievi di polmone, tra i quali 3 sono risultati non idonei in sala operatoria e 4 sono risultati non idonei alla perfusione ex vivo. I polmoni di due donatori uDCD sono risultati idonei dopo perfusione ex vivo e sono stati effettuati un trapianto doppio e un trapianto di polmone singolo. Conclusioni. L’esperienza maturata in questi anni ci ha permesso di effettuare alcune considerazioni. Il programma uDCD in generale e anche quello “only lung” richiedono un notevole impegno dei coordinamenti locali, come si può evincere dal numero di attivazioni. Se prendiamo in esame il numero costante e crescente negli anni dei donatori processati dai due Coordinamenti, si delinea anche un elemento motivazionale importante che risiede, a nostro avviso, nel poter dare alle famiglie dei pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero, non suscettibile ai trattamenti, la possibilità di donare. Il percorso uDCD solo polmone ha richiesto un “adattamento geografico” che ha influito su alcuni aspetti organizzativi al fine di rendere il percorso stesso efficiente. Senza dubbio la distanza Centro Trapianti – Centro/i Procurement è l’elemento maggiormente responsabile di questa riorganizzazione.
ER  -   
