TY  -  JOUR
AU  -  Cauda, Carola
AU  -  Bergesio, Giorgio
AU  -  Rinaldi, Bartolomeo
AU  -  Vallana, Vittoria
T1  -  Il trapianto di midollo osseo e di cellule staminali ematopoietiche: uno studio osservazionale
PY  -  2023
Y1  -  2023-01-01
DO  -  10.1709/4027.40018
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  5
EP  -  13
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/4027.40018
N2  -  . Il midollo osseo (BM) è il tessuto contenente le cellule staminali ematopoietiche (HSC) il cui trapianto (THSC) trova indicazione in alcune condizioni di emopatia. Data la rara affinità genetica tra individui, la richiesta è superiore rispetto alla disponibilità di donatori. Obiettivo dello studio è valutare le conoscenze e la disponibilità alla donazione di BM/HSC in un campione di adulti residenti in Italia. Tale percorso permetterà di comprendere la necessità di attuare campagne promozionali sull’importanza della donazione. Materiali e metodi. Con disegno di studio osservazionale, tra marzo e luglio 2022, è stato reclutato un campione di convenienza composto da 5260 persone. Lo strumento d’indagine è stato creato mediante associazione e modifica di due questionari provenienti dalla letteratura, valutato da un panel di esperti e somministrato in modalità informatica. Per l’analisi dei dati sono stati utilizzati metodi di statistica inferenziale, p value e V di Cramer. Risultati. Gli esiti del test sulle conoscenze mostrano che la media di punteggio ottenuta dal campione è di 9,5/13 punti (DS±1,5; range 4-13 punti). La mediana degli anni compiuti da chi è iscritto all’IBMDR è di 38 anni, mentre quella del gruppo non favorevole alla donazione è di 53 anni. Il 24,3% di chi non è iscritto all’IBMDR ha paura che la donazione sia dolorosa (V di Cramer=0,367) e il 21,9% è preoccupato che possano verificarsi errori durante la proceduta (V di Cramer=0,311). Conclusione. Il campione analizzato ha consapevolezza circa l’importanza dell’HSCT ma le conoscenze procedurali sono ancora insufficienti. Forse la problematica risiede in uno scarso interesse nella salute altrui in una società prevalentemente egoistica. Il lavoro informativo ed educativo dovrebbe nascere in periodi della vita in cui i preconcetti sono minimi, insistendo sui bambini che attualmente sono esclusi da ogni tipo di programma.
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