TY  -  JOUR
AU  -  Taborelli, Martina
AU  -  Zucchetto, Antonella
AU  -  Cimaglia, Claudia
AU  -  Furian, Lucrezia
AU  -  Biancone, Luigi
AU  -  Busnach, Ghil
AU  -  Todeschini, Paola
AU  -  Bossini, Nicola
AU  -  Iaria, Maurizio
AU  -  Campise, Maria Rosaria
AU  -  Veroux, Massimiliano
AU  -  Citterio, Franco
AU  -  Ambrosini, Andrea
AU  -  Cantaluppi, Vincenzo
AU  -  Mangino, Margherita
AU  -  Pisani, Francesco
AU  -  Tisone, Giuseppe
AU  -  Fiorentino, Marco
AU  -  Argiolas, Davide
AU  -  Caputo, Flavia
AU  -  Serraino, Diego
AU  -  Pierluca Piselli per il Gruppo di Studio Immunosoppressione e Tumori
T1  -  L’impatto delle neoplasie de novo sul rischio di morte 
con organo funzionante in trapiantati di rene italiani
PY  -  2022
Y1  -  2022-01-01
DO  -  10.1709/3798.37834
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  26
IS  -  1
SP  -  22
EP  -  26
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/3798.37834
N2  -  . L’obiettivo di questo studio, recentemente pubblicato dal Gruppo di Studio Immunosoppressione e Tumori, è stato valutare l’impatto delle neoplasie de novo sul rischio di morte con organo funzionante in soggetti sottoposti a trapianto renale, utilizzando come gruppo di confronto trapiantati che non avevano sviluppato una neoplasia.È stato condotto uno studio di tipo “matched cohort” utilizzando i dati di 13.245 soggetti sottoposti a trapianto renale in 17 centri italiani tra il 1997 e il 2017. A tale scopo, i trapiantati con diagnosi di neoplasia de novo post-trapianto sono stati identificati come casi. Per ciascun caso, sono stati selezionati 2 controlli liberi da neoplasia, appaiati per sesso, età e anno del trapianto, utilizzando il campionamento a densità d’incidenza. Le probabilità di sopravvivenza sono state stimate tramite il metodo Kaplan-Meier, mentre gli hazard ratio (HR) di morte con modelli di Cox.Nel complesso, sono stati registrati 292 (21%) decessi con organo funzionante in 1425 casi e 238 (8%) tra 2850 controlli. I casi avevano un rischio di morte significativamente maggiore (HR=3,3) rispetto ai controlli. Un rischio significativamente aumentato è stato osservato per i casi con linfoma non-Hodgkin (HR=33,1), tumore del polmone (HR=20,5), mammella (HR=8,8), colon-retto (HR=3,5) e rene (HR=2,4). Il gap di sopravvivenza è stato osservato durante l’intero periodo di follow-up, sebbene l’aumento del rischio di morte sia risultato più marcato nel primo anno dalla diagnosi di tumore. Nessun aumento significativo è stato osservato per i casi con sarcoma di Kaposi, tumore della prostata e tumori testa-collo.I risultati di questo studio sottolineano l’importanza di un’attenta sorveglianza oncologica post-trapianto per rilevare i tumori nelle fasi iniziali, quando i trattamenti e la modulazione dell’immunosoppressione possono essere più efficaci nel migliorare la sopravvivenza.
ER  -   
