TY  -  JOUR
AU  -  Volpe, Gennaro
AU  -  Santodirocco, Michele
AU  -  Totaro, Angela
AU  -  Di Mauro, Lazzaro
AU  -  Teti, Francesco
AU  -  Natale, Beniamino
AU  -  Monopoli, Antonio MC
T1  -  Etica del clampaggio del cordone ombelicale
PY  -  2021
Y1  -  2021-07-01
DO  -  10.1709/3687.36738
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  25
IS  -  3
SP  -  93
EP  -  98
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/3687.36738
N2  -  . La tempistica del clampaggio del cordone ombelicale porta a riflessioni scaturite dalla necessità di stabilire se, oggi, tale fenomeno possa o meno determinare degli effetti vantaggiosi o svantaggiosi sul neonato e/o sulla madre, fino a mettere in pericolo la vita degli stessi. Le azioni praticate dopo l’espulsione del neonato, atte a prevenire l’emorragia del post-partum, sono tre: (A) la somministrazione di ossitocina alla madre subito dopo il parto; (B) il clampaggio precoce del cordone ombelicale; (C) la trazione controllata della placenta durante il secondamento. In merito al punto B, nel 2006 l’International Federation of Gynecology and Obstetrics (FIGO) ha escluso il clampaggio immediato del cordone ombelicale dalla gestione attiva del terzo stadio del travaglio e viene raccomandata una latenza di almeno 1 minuto tra l’espletamento del parto e il clampaggio del cordone ombelicale. Perché? Al momento della nascita, si instaura un fisiologico gradiente pressorio feto-placentare che fa sì che un certo volume di sangue passi dalla circolazione placentare al neonato, “trasfusione placentare post-natale”. Per un neonato a termine, la trasfusione placentare media è di circa 80-100 ml di sangue addizionale che vengono trasferiti allo stesso, insieme a 20-30 mg di ferro. Se il clampaggio avviene prima di 1 minuto, il neonato viene privato della quantità di sangue e di ferro addizionale sopra riportata, con la possibilità che si instauri uno stato anemico neonatale. Pertanto, il “clamping time” più che sull’outcome materno, ha un ruolo nevralgico sull’outcome neonatale. Considerando che le linee guida canadesi e svedesi ma soprattutto il Network Italiano consigliano di non clampare il CO prima di 60 secondi dalla nascita, nel nostro studio abbiamo voluto dimostrare che il Clamping Time tra 1-2 minuti non influenza negativamente l’outcome neonatale a breve termine e quindi non dà adito a problemi etici, permettendo una buona raccolta soprattutto se associata a raccolta suppletiva dai vasi placentari, salvaguardando al tempo stesso, salute del neonato e finalità solidaristica della raccolta SCO.Infatti, l’elemento tecnicamente discriminante tra una raccolta utile al bancaggio ed una raccolta inadeguata è la quantità di CSE presenti nella singola donazione, di solito secondaria alla quantità di sangue raccolta. Pertanto, più sangue cordonale viene raccolto, più è provabile che ci sia ricchezza in cellule staminali e quindi più possibilità di successo nel trapianto. Tuttavia, nel tentativo di raccogliere più cellule staminali è fondamentale non ricorrere mai a tecniche atte a perdere di vista la salute materna e fetale.
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