TY  -  JOUR
AU  -  Montali, Filippo
AU  -  Panarese, Alessandra
AU  -  Binda, Barbara
AU  -  Lancione, Laura
AU  -  Pisani, Francesco
T1  -  Stenosi dell’arteria renale post trapianto. Un caso clinico di ripresa funzionale a sei mesi dalla angioplastica percutanea transluminale
PY  -  2021
Y1  -  2021-04-01
DO  -  10.1709/3652.36337
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  25
IS  -  2
SP  -  53
EP  -  57
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/3652.36337
N2  -  . La stenosi dell’arteria renale o Transplant Renal Artery Stenosis (TRAS) è una complicanza vascolare comune nel trapianto ed è caratterizzata clinicamente da peggioramento del quadro ipertensivo, o da ipertensione refrattaria al trattamento farmacologico. La TRAS si può associare a deterioramento della funzionalità renale e vi è il rischio di perdita del graft. Una diagnosi precoce e un trattamento mirato sono fondamentali per la salvaguardia del graft renale. Il trattamento endovascolare, costituito dall’angioplastica percutanea transluminale (PTA) con eventuale posizionamento di stent, è considerato la terapia di prima linea per il trattamento della TRAS. Qui riportiamo il caso clinico di una donna di 69 anni affetta da insufficienza renale allo stadio terminale (ESRD) sottoposta nel 2018 a trapianto di rene da donatore cadavere appartenente alla categoria Expanded Criteria Donor (ECD). Il decorso postoperatorio è stato caratterizzato da ritardata ripresa funzionale (DGF). L’eco-Doppler post operatorio mostrava un aumento della velocità di picco sistolico all’origine della neo-arteria renale e un’onda parvus-tardus nelle diramazioni arteriose periferiche del trapianto. Una angio-TAC ha successivamente confermato una stenosi all’origine dell’arteria renale principale (TRAS). La paziente è stata tempestivamente sottoposta a trattamento con angioplastica percutanea transluminale (PTA). Durante la procedura endovascolare, data la particolare posizione della stenosi e il risultato emodinamicamente soddisfacente della angioplastica, non si è proceduto allo stenting. Nel successivo decorso clinico nonostante il netto miglioramento del quadro vascolare del graft, monitorato con frequenti eco-doppler, non si è manifestata una contestuale ripresa funzionale. La paziente è rimasta infatti oligurica e dipendente per diversi mesi dal trattamento emodialitico. Al fine di escludere un quadro di rigetto acuto è stata eseguita una agobiopsia percutanea che ha mostrato un parenchima renale sostanzialmente normale. Durante questo periodo la paziente ha continuato ad assumere la terapia immunosoppressiva. A distanza di circa 6 mesi dal trapianto ha avuto un inaspettato e lento recupero della funzionalità renale e dell’output urinario fino al completo svezzamento dal trattamento emodialitico..
ER  -   
