TY  -  JOUR
AU  -  Italian Board of Experts in Liver Transplantation (I-BELT) Study Group 
e Società Italiana dei Trapianti d’Organo (SITO)
T1  -  Analisi preliminare dell’impatto dell’epidemia di COVID-19 
sui programmi di trapianto di fegato in Italia
PY  -  2020
Y1  -  2020-07-01
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  24
IS  -  3
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/25
N2  -  . I programmi di trapianto di fegato in Italia hanno affrontato una sequela di problemi di decision-making clinico e amministrativo dovuti all’alta incidenza, in alcune regioni del Paese, della Sindrome respiratoria acuta severa da coronavirus 2 (SARS-CoV-2). La Società Italiana dei Trapianti d’Organo e di Tessuti (SITO), insieme al Board of Directors dei Programmi di trapianto epatico, hanno predisposto e distribuito un questionario di indagine volto a valutare l’impatto iniziale di questo evento pandemico sull’attività dei 22 centri di Trapianto di fegato distribuiti sul territorio nazionale. Tutti i centri invitati hanno restituito il questionario compilato nell’arco di pochi giorni. In ragione sia delle differenti incidenze dell’infezione che dei differenti tassi di donazione nelle diverse aree del Paese, i risultati sono qui presentati in maniera stratificata per le macroaree di centro-nord e centro-sud Italia. Complessivamente, tutti i centri sono rimasti attivi, seppure ad un volume di attività ridotto. Tutti i centri hanno ridotto la propria attività ambulatoriale di follow-up post-trapianto, e una maggioranza dei centri (68%) ha ridotto anche l’attività di valutazone pre-trapianto; l’attività trapiantologica delle prime due settimane di marzo è risultata ridotta soltanto nella macroarea di centro-nord (23 Trapianti di fegato, contro i 39 del 2018 e i 60 del 2019); in totale l’ infezione da SARS-CoV-2 ha interessato 24 dei pazienti già trapiantati di fegato e 37 operatori sanitari delle unità trapiantologiche. Nella prospettiva di una futura convivenza con il rischio di contagio, ulteriori dati saranno necessari per definire strategie sempre più appropriate alla già complessa gestione dei pazienti in ambito trapiantologico.
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