TY  -  JOUR
AU  -  Lanfranchi, Arnalda
AU  -  Bolda, Federica
AU  -  Comini, Marta
AU  -  Beghin, Alessandra
AU  -  Guarisco, Sarah
AU  -  Soncini, Elena
AU  -  Caimi, Luigi
AU  -  Porta, Fulvio
T1  -  Il trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore familiare parzialmente compatibile nelle immunodeficienze primitive e disordini congeniti L’esperienza del centro pediatrico di Brescia
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1709/2236.24090
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  20
IS  -  1
SP  -  16
EP  -  25
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/2236.24090
N2  -  Il trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore familiare parzialmente compatibile (aTCSE) rappresenta una valida opzione per il trattamento delle immunodeficienze primitive. In questo lavoro vogliamo riportare i dati relativi alla casistica del Centro Pediatrico di Brescia, mostrando anche l’evoluzione e i cambiamenti che hanno contribuito a rendere ad oggi questo tipo di trapianto una strategia terapeutica percorribile in quei casi in cui il paziente non ha a disposizione un donatore totalmente compatibile. Un aspetto critico del trapianto aploidentico è il rischio di GVHD per minimizzare il quale diventa assolutamente necessaria la manipolazione del prodotto da infondere. I tipi di manipolazioni si sono modificati e migliorati negli anni, in modo da consentire un’efficace deplezione di linfociti T del donatore, principali responsabili di GVHD, ma nel contempo una buona infusione di cellule staminali CD34+, e di altre linee cellulari importanti per l’attecchimento e il follow-up del trapianto.
ER  -   
