TY  -  JOUR
AU  -  Castagna, Luca
T1  -  L’importanza dei regimi di condizionamento 
nel trapianto allogenico
PY  -  2013
Y1  -  2013-04-01
DO  -  10.1709/1301.14397
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  17
IS  -  2
SP  -  64
EP  -  72
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/1301.14397
N2  -  I regimi di condizionamento al trapianto allogenico hanno subito numerose modifiche nel tempo. Inizialmente, il condizionamento era per definizione mieloablativo, con o senza irradiazione corporea totale, sia per creare “spazio” alle cellule staminali del donatore, sia per sfruttare l’effetto antitumorale della chemioterapia ad alte dosi. Tuttavia nel corso degli anni sono emersi tre aspetti importanti. Il primo è che il condizionamento mieloablativo incide in modo significativo sulla mortalità post-trapianto, inducendo, tra le altre complicanze da tossicità organica, la reazione del trapianto contro l’ospite. Il secondo aspetto è che l’attività antitumorale del trapianto è soprattutto legata alla reazione immunologica delle cellule immunocompetenti del donatore contro le cellule neoplastiche del ricevente. Il terzo aspetto è che è possibile ottenere l’attecchimento delle cellule staminali del donatore anche senza utilizzare le alte dosi ci chemio-radioterapia. L’uso di regimi mieloablativi ha limitato per molti anni l’applicazione del trapianto allogenico a pazienti giovani senza comorbilità, escludendo di fatto la maggior parte dei pazienti con indicazione a tale trattamento. Sulla base di queste osservazioni sono stati sviluppati regimi di condizionamento ad intensità ridotta/non mieloablativi, inizialmente utilizzati nei pazienti con controindicazioni al condizionamento mieloablativo, ma che nel tempo, si sono dimostrati efficaci anche per la cura della malattia. Inoltre la disponibilità di nuovi farmaci, nuove formulazione di farmaci già in uso e nuove modalità di erogazione della radioterapia, ha permesso di disegnare condizionamenti innovativi, con attività mieloablativa, ma con un profilo di tossicità migliore. Questi regimi mieloablativi vengono comunemente definiti a ridotta tossicità. Nel complesso, abbiamo oggi a disposizione condizionamenti al trapianto allogenico con caratteristiche diverse permettendo cosi di poter candidare al trapianto un sempre maggior numero di pazienti con patologie ematologiche gravi.
ER  -   
