TY  -  JOUR
AU  -  Bacigalupo, Andrea
T1  -  Trapianti da fratello identico o da donatore 
non consanguineo: come sono oggi i risultati?
PY  -  2013
Y1  -  2013-04-01
DO  -  10.1709/1301.14395
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  17
IS  -  2
SP  -  52
EP  -  55
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/04/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/1301.14395
N2  -  Il successo dei trapianti di cellule staminali emopoietiche allogeniche, in breve trapianto di midollo osseo (TMO), è aumentato nelle ultime decadi, soprattutto grazie ad una significativa riduzione della mortalità trapiantologica (TRM), mentre è rimasta inalterata la mortalità dovuta a recidiva della malattia originale. La riduzione della TRM è stata ottenuta nei trapianti da fratelli HLA identici, siblings (SIBS), ma ancora di più nei trapianti da donatore non consanguineo (unrelated donor UD), per migliore identificazione del donatore HLA compatibile , migliore terapia di supporto, profilassi della malattia trapianto verso ospite (GvHD), e regimi di condizionamento diversificati. Negli ultimi anni abbiamo quindi assistito ad una progressiva riduzione del divario fra successo del trapianto da fratello e successo del trapianto da UD, dal 21% nel 1988 al 9% nel 2008 (Center for International Blood and Marrow Transplant Research – CIBMTR - activity survey 2010). In questa revision discuteremo di alcuni aspetti specifici legati al donatore, alla malattia di base, al programma trapianto.
ER  -   
