TY  -  JOUR
AU  -  Sacchi, Nicoletta
AU  -  Pollichieni, Simona
T1  -  La ricerca di donatori non familiari in Italia, 
in Europa e nel mondo
PY  -  2013
Y1  -  2013-04-01
DO  -  10.1709/1301.14394
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  17
IS  -  2
SP  -  45
EP  -  51
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/1301.14394
N2  -  Il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE) da donatore non consanguineo è ormai diventato una procedura consolidata per il trattamento e la cura di molte patologie del sistema emopoietico sia congenite che acquisite. I pazienti possono beneficiare di un trapianto da donatore non correlato, sia esso rappresentato da un donatore adulto o un’unità di sangue del cordone ombelicale, grazie alla fattiva collaborazione tra i Registri internazionali di donatori. Questa collaborazione è stata possibile grazie alla associazione mondiale dei donatori (WMDA), un’organizzazione non profit con sede a Leiden, in Olanda, la cui missione è di facilitare lo scambio di cellule staminali emopoietiche per trapianto tra i diversi paesi assicurando sia un’elevata qualità delle CSE sia la salute e la tutela dei donatori. In Italia, il registro nazionale (IBMDR) è stato fondato nel 1989 con la finalità di procurare ai pazienti ematologici in attesa di trapianto e carenti di un donatore familiare un soggetto, non consanguineo, compatibile e idoneo alla donazione. Dall’anno di istituzione del registro nazionale ad oggi oltre 7200 trapianti di cellule staminali emopoietiche sono stati effettuati per pazienti afferenti a centri trapianti nazionali. Con l’incremento nel numero di donatori mondiali disponibili, sempre più pazienti riescono ad identificare un volontario non consanguineo per trapianto.
ER  -   
