TY  -  JOUR
AU  -  Mosconi, Giovanni
T1  -  Novità in tema di attività fisica 
e trapianto di organo solido
PY  -  2012
Y1  -  2012-04-01
DO  -  10.1709/1117.12290
JO  -  Trapianti
JA  -  Trapianti
VL  -  16
IS  -  2
SP  -  54
EP  -  60
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2510
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1709/1117.12290
N2  -  Uno stile di vita sedentario si correla con sovrappeso ed alterazioni metaboliche, riconosciuti fattori di rischio per lo sviluppo di patologia cardiovascolare. Una regolare attività fisica viene attualmente indicata come un’importante modalità di prevenzione; tale aspetto è stato ampiamente studiato sia nella popolazione generale (prevenzione primaria) che in persone con riconosciuta comorbilità cardiovascolare (prevenzione secondaria) tra le quali in particolare i pazienti diabetici. I pazienti portatori di trapianto di organo solido vanno considerati una popolazione ad alto rischio per dismetabolismo glucidico e lipidico e per patologia cardiovascolare; questa predisposizione è correlata, oltre che ai tradizionali fattori di rischio comuni a tutta la popolazione (età, sesso, familiarità, fumo, ecc.) anche alla storia clinica precedente il trapianto (es. anni di dialisi) e alle alterazioni metaboliche che si sviluppano in corso di terapia immunosoppressiva. È ampiamente riconosciuto che in questa categoria di pazienti la patologia cardiovascolare si associa ad un alterato livello di fitness cardiopolmonare (ridotta capacità aerobica); i pazienti che giungono al trapianto di organo solido presentano masse muscolari ridotte (anni di malattia, alterazioni vascolari, effetti della terapia). Nei pazienti con trapianto di organo solido l’efficacia dell’attività fisica sulla prevenzione della patologia cardiovascolare è stata solo parzialmente studiata. Nei lavori fino ad oggi disponibili sono riportati positivi risultati a breve-medio termine (incremento della massima potenza aerobica, della forza muscolare, della percezione dello stato di benessere) che ben si correlano con una migliore sopravvivenza nella popolazione generale; in questa popolazione di pazienti non sono stati studiati in maniera sistematica gli effetti a lungo termine in termini di morbilità e mortalità. Sempre maggiori evidenze scientifiche mostrano come l’apparato muscolare costituisca un elemento essenziale nel controllo metabolico attraverso una costante interrelazione con il tessuto adiposo. Rimane da definire quali siano i più efficaci sistemi di esercizio fisico da adottare nel paziente portatore di trapianto (attività aerobica, esercizi di resistenza, associazione dei due tipi di esercizio). Il lavoro presenta i più recenti dati della letteratura relativamente al ruolo dell’attività fisica nel paziente nefropatico, dall’iniziale danno funzionale renale fino al follow-up post-trapianto.
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